Hashtag, tag, taggare – Come si usano le etichette nel web

Ormai sono entrate nel lessico comune ed è facile sentire frasi del tipo “taggami su Facebook” o “aggiungi l’hashtag #amici”. Pur essendo molto tecnici questi termini sono riusciti a superare le barriere della tecnologia ed entrare nel vocabolario di molti, sopratutto dei giovani.

  • Hashtag
  • Tag
  • Taggare

hanno significati ma sopratutto usi diversi.  In questo articolo ti spiego le differenze che ci sono e anche come utilizzarli al meglio.

Analizziamoli uno per volta.

Hashtag

È una parola inglese composta: nasce dall’unione delle due parole hash (cancelletto) e tag (etichetta).

Di fatto è una parola preceduta da un cancelletto. Un esempio è l’hashtag #amore. Ma al di là della forma che quasi tutti conoscono c’è la sostanza e cioè : a cosa servono gli hashtag?

Sono convinto ed ho le prove del fatto che la maggior parte delle persone che usa gli hashtag, non sa cosa siano davvero.

Molti pensano che siano una sorta di decoro da aggiungere ai post sui social network, che li fa sembrare più fighi. E invece hanno una funzione molto precisa.

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Un hashtag è un’etichetta che rende ricercabile un post tra i milioni presenti sui social network.

Come funziona questo meccanismo? Quando metti un hashtag ad un post questo entra a far parte di quella categoria che utilizza la stessa etichetta utilizzata da te, ad esempio #sport.

Tutte le ricerche che gli utenti dei social network fanno, pertinenti con con lo sport, hanno la possibilità di vedere tra i risultati di ricerca il tuo post.

instagram hashtag

Come scegliere gli hashtag

Ti renderai conto che se vuoi che il tuo post sia trovato e possa poi anche piacere, questo deve avere hashtag abbastanza comuni e pertinenti con il contenuto.

Non serve a niente mettere sotto una bella foto di un gruppo di amici sorridenti #bellagiornataconamici. Mai nessuna ricerca intercetterà il tuo post. Più senso avrebbero #amicizia, #sorrisi, #felicità, #serenità. Ti spiego.

l’hashtag dell’esempio nei fatti non sarà mai intercettato perché nessuno farà un ricerca così (ha in tutto 30 post su Instagram!).

Invece, #picoftheday è esattamente l’opposto: è talmente utilizzato che se non hai una foto mozzafiato, al punto da essere virale e raccogliere migliaia di like in pochi minuti, non riuscirai mai a battere la concorrenza dei grandi influencer che utilizzano spesso questa etichetta.

In medio stat virtus

Parlando di Instagram, devi utilizzare hashtag che abbiano volumi di post proporzionati al numero tuo numero di follower.

Stabilire una proporzione diretta è davvero difficile ma tra #picoftheday che ha 441 milioni di post, #amicizia che ne ha 2 milioni, #felicità che ha 3 milioni di post e #serenità che ha 361.000 post, tu dove pensi di poter competere?

Se vuoi avere un po’ di visibilità al di fuori della tua cerchia di follower utilizza le etichette con intelligenza.

Anche la pertinenza è importante, se faccio una ricerca mi aspetto di trovare post pertinenti. È inutile mettere la foto di un panorama con l’etichetta #dog.

Nessuno gradirà post non pertinenti con le proprie ricerche, così non otterrai né like né tantomeno nuovi follower.

In ogni caso gli hashtag non sono un vezzo! Certo, volendo puoi anche metterli a caso, ma a cosa serve?

Taggare

Taggare è il verbo derivato dalla parola tag (etichetta), vuol dire quindi mettere un etichetta.

I principali social network permettono di taggare le foto o i post. Di solito quando si tagga qualcuno lo si fa per coinvolgerlo in una discussione o per metterlo al corrente di qualcosa che può riguardarlo. Pero fai attenzione perché molti confondono…

Taggare su Facebook

Su Facebook taggare può avere un doppio significato

  • Etichettare una foto o un video
  • Menzionare qualcuno

In realtà queste due funzioni sono diverse e la menzione non è un vero tag. Però nel gergo legato ai social si utilizza il verbo taggare anche per le menzioni, per questo motivo le tratto in questa sezione del mio articolo.

Allora, su FB, la funzione propriamente definita taggare, è quella che permette di apporre un’etichetta su una foto che richiama il profilo di un utente, una pagina, o un gruppo.

Taggando una foto puoi identificare le persone presenti nell’immagine o anche coinvolgere persone non presenti nella foto, mettendole al corrente dell’esistenza di quella immagine.

Taggare facebook

Taggando una persona in una foto infatti questa riceve una notifica che lo avvisa che è stato fatto il suo nome relativamente ad una certa immagine: “Tizio ha pubblicato una foto in cui ci sei tu“.

Questa è una funzione storica di Facebook che nel tempo si è evoluta.

Oggi grazie all’intelligenza artificiale i volti vengono riconosciuti dal sistema e ti viene proposto di taggare le persone identificate.

A me questa cosa fa paura 🙂 perché vuol dire che sui server di FB ci sono tutti i dati necessari a riconoscere ognuno di noi da una foto, molto più del Grande Fratello di Orwell.

Menzionare sui social

L’altra azione, comunemente definita taggare, è quella di menzionare.

La menzione non si fa sulle immagini ma nei testi ed è possibile farla su tutti i social. Menzionando una  persona si fa in modo che questa riceva una notifica che lo avvisa che si sta parlando di lui.

Su Facebook la notifica recita: “Tizio ti ha taggato in un post”. Come vedi anche FB utilizza il termine taggare per le menzioni, si è adattata al gergo comune.

Menzionare un soggetto è semplicissimo, mentre digiti se vuoi menzionare qualcuno inserisci la chiocciola @ seguita dal nome della persona che vuoi menzionare. Vedrai che il sistema farà prima di te suggerendoti persone, pagine e gruppi che condividono la parola che hai scritto dopo la chiocciola.

A questo punto scegli tra i suggerimenti del social network il soggetto che vuoi taggare (menzionare).

Tag

Il tag è l’etichetta ed è il sistema più diffuso di classificazione nel mondo.

In ogni cultura le persone, gli oggetti, le situazioni, le emozioni, etc. hanno le loro etichette. Le etichette aiutano a capire, classificare, catalogare, paragonare, in poche parole le etichette aiutano a  comprendere il mondo.

Anche internet essendo un mondo ha il suo sistema di etichette: i tag.

Questi aiutano a correlare contenuti diversi che trattano temi affini. Nel web i tag sono rientrano nella tassonomia che è la disciplina delle classificazioni.

Nella pratica i tag sono etichette che si aggiungono ad una pagina web per metterla in relazione con altre pagine che utilizzano lo stesso tag, di solito all’interno dello stesso sito web.

Tag - Etichetta

Come usare i tag

La maggior parte dei siti web sono basati su CMS, sistemi di gestione dei contenuti che consentono di pubblicare articoli e pagine web, anche senza alcuna conoscenza dei linguaggi di programmazione.

I CMS consentono anche, a chi produce un contenuto, di aggiungere i tag.

Questa operazione purtroppo è molto sottovalutata e trascurata da chi amministra i siti web, curarla migliorerebbe la user experience  dei visitatori migliorando la navigabilità ed anche il posizionamento sui motori di ricerca.

Nella maggior parte dei siti che visito noto sempre lo stesso problema: i tag sono messi a casaccio. Ma ti ricordo che i tag sono un sistema di classificazione e come tale non può essere affidato al caso.

Questo problema riflette quanto già visto per Instagram dove il tag è spesso considerato una specie di vezzo invece che un importante attributo del post.

Anche sui siti web, come su Instagram, i tag vengono improvvisati, inventati al momento senza alcuno criterio. La situazione non è chiara a tutti, mettiamo un poco di ordine.

Ogni sito web con una certa quantità di contenuti ha un sistema per classificarli.

Nella maggior parte dei casi questo sistema è rappresentato dalle categorie. Le categorie, insieme ai tag, sono le tassonomie, i sistemi di classificazione del web.

La differenza sta (o dovrebbe stare) nel fatto che le categorie classificano i contenuti in funzione del loro argomenti. I tag dovrebbero classificare i temi trattati.

Un esempio pratico

Ti faccio un esempio. Se scrivo un articolo che parla di una nuova tecnologia per i display dei televisori metterò questo nella categoria dedicata ai televisori.

Quando poi aggiungerò i tag, li sceglierò a seconda dei temi trattati nell’articolo: display, 8K, Qled.

Utilizzando questi tag il mio articolo si andrà a correlare oltre che ai televisori (categoria) anche a tutti gli articoli che hanno questi tag, articoli che si trovano in altre categorie come smartphone o news.

In questo modo categorie e tag si andranno ad incrociare creando percorsi che  mettono in relazione i vari articoli in maniera diversa.

Ora sei io nel mio articolo avessi usato il tag “una delizia per gli occhi” questo non avrebbe incrociato nessun altro articolo creando di fatto una classificazione contenente un solo elemento.

Ecco, la maggior parte dei siti web utilizza tag che classificano un solo elemento: errore gravissimo dal punto di vista della navigazione e della SEO.

Per questo motivo i tag vanno decisi a priori dall’amministratore dei contenuti del sito e gli autori dovrebbero utilizzare solo tag già approvati.

Sempre il content manager deve decidere se e quando aggiungere nuovi tag e quali articoli passati e futuri contrassegnare con la nuova etichetta. Non serve un tag che classifica un solo articolo!

Conclusioni

Tag, hashtag e taggare hanno in comune l’origine del nome ma nella pratica sono cose molto diverse tra loro.

Mettendo in risalto le differenze ho cercato di chiarirti anche come farne un buon uso. Se hai dubbi o vuoi approfondire l’argomento puoi scrivere un commento nell’apposita sezione qui sotto.

Grazie per aver letto il mio articolo Hashtag, tag, taggare – Come si usano le etichette nel web.

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